Molti
centri stanno sperimentando terapie alternative
per i pazienti più giovani (orientativamente
con meno di 70 anni), basate sulla chemioterapia
a dosi intermedie seguita dal trapianto di cellule
staminali del sangue periferico. I risultati
preliminari sono promettenti, anche perché
negli ultimi tempi la procedura è divenuta
molto più sicura per il paziente, tanto
che si può ripetere anche più
di una volta in caso di recidiva. Questo purtroppo
accade ancora in molti pazienti con mieloma
multiplo.
Terapia
di mantenimento.
Al termine del trattamento chemioterapico
è di solito prevista una terapia di
mantenimento, che viene proseguita fino alla
comparsa di chiari segni di progressione della
malattia. Tale terapia prevede limpiego
di una particolare citochina,
chiamata Interferone-a, che ha lo scopo di
mantenere sotto controllo la malattia. Oltre
allInterferone vengono utilizzati dei
cortisonici con lo scopo di indurre la cosiddetta
"morte programmata" (apoptosi) delle
plasmacellule tumorali ancora presenti dopo
la chemioterapia. Un'altra classe di farmaci
utilizzati in mantenimento sono i Bifosfonati,
che recenti studi hanno dimostrato essere
efficaci nel ridurre la frequenza di fratture
patologiche, dellipercalcemia e della
sintomatologia dolorosa.
Terapia
di supporto.
Fondamentale
in una patologia come il mieloma multiplo è
la terapia di supporto, non tanto per ridurre
la massa tumorale, quanto per migliorare la
qualità di vita. Questo tipo di terapia
prevede luso di:
Antibiotici sia a scopo profilattico in caso
di leucopenia,
che a scopo terapeutico in corso di infezioni
Terapia trasfusionale in caso di anemia
e piastrinopenia,
prevalentemente indotte dalla chemioterapia
Fattori di crescita, somministrati durante
la chemioterapia, per ridurre il periodo di
aplasia
e quindi il rischio infettivo.
Terapie in corso
di studio.
Molte speranze
poggiano sui progressi della terapia biologica.
Tale terapia
prevede i "vaccini", contro le cellule
mielomatose, che hanno lo scopo di stimolare
i
globuli
bianchi a intraprendere una reazione immunitaria
contro le cellule tumorali.
Sono in
corso studi al momento solo
"in
vitro" sullutilizzo terapeutico
di:
nuove
citochine che potrebbero consentire di controllare
la crescita delle plasmacellule in modo più
naturale, permettendo una diminuzione dell'uso
della chemioterapia anticorpi in grado di neutralizzare
le citochine prodotte in eccesso dalle plasmacellule
agenti angiogenetici che diminuendo la vascolarizzazione
del tumore, ne riducono la crescita
Prognosi.
E
difficile prevedere levoluzione della
malattia nel singolo caso perché dipende
dalle condizioni cliniche del paziente alla
diagnosi e da eventuali patologie associate.
Complessivamente però la prognosi dipende
dallo stadio della malattia: minore è
lo stadio, maggiore è la sopravvivenza.
Esistono inoltre degli esami che permettono
di prevedere meglio, nei limiti del possibile,
il futuro della malattia: il dosaggio della
proteina C reattiva e della b2-microglobulina,
che vengono di solito eseguiti alla diagnosi.
Essendo comunque ogni paziente una persona
a se stante è molto importante sottoporsi
a controlli periodici, anche e soprattutto
dopo la chemioterapia. Le visite periodiche,
che comprendono esami di laboratorio ed eventualmente
radiografie, sono fondamentali per valutare
landamento della malattia nel tempo,
per valutare lefficacia della terapia
di mantenimento e per evidenziare eventuali
effetti collaterali tardivi sia della terapia
di mantenimento, che della pregressa chemioterapia.
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